LA CINESE
DI MAPUTO




UN ROMANZO DI VIAGGIO
E DI RICERCA SPIRITUALE






NATHAN LEVI

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Nasce a Tel Aviv nel 1945 da genitori triestini e vive per 7 anni a Gerusalemme; nel 1957 segue la famiglia a Trieste dove risiede tuttora.Specialista in Pediatria, lavora prima all’Ospedale Burlo Garofolo, poi come pediatra di famiglia. Nel periodo 1985-88, presta servizio all’Ospedale Centrale di Maputo, in Mozambico, come pediatra per poi coordinare un ampio progetto di cooperazione materno-infantile. Trascorre un periodo a Shanghai per apprendere la Medicina Tradizionale Cinese, che lo porta a esercitare l’agopuntura. Nel 1994 è uno dei fondatori della Scuola di Fitoterapia Medica e dal 2002 insegna Fitoterapia e stress ossidativo come docente a contratto all’Università di Trieste.

Benvenuti

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Benvenuti nella pagina ufficiale del romanzo
"La cinese di Maputo"
Copertina di MANUELA DAMIANI


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      Da un disegno di Maria Nina Posadinu

Il libro



Ariel è un pediatra, cooperante triestino a Maputo, capitale del Mozambico. Siamo nel 1985, pochi anni dopo l’indipendenza del Paese dal colonialismo portoghese. Il contatto con la guerra, la miseria e la malattia, ma anche con la cordialità dei mozambicani e il sorriso raggiante dei loro bambini, diventa stimolo alla sua rinascita interiore e alla ricerca di pace e saggezza da cui gli uomini e le loro divinità gli sembrano così lontani. Ne consegue un viaggio interiore tra amori passati e presenti, ricerca dell’infanzia nel paese in cui è nato, Israele, la sua prima delusione d’amore, fino alla fascinazione nella saggezza orientale a cui giunge attraverso l’amore per Suyen, una misteriosa cinese incontrata a Maputo e poi a lungo ricercata.

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L'Idea

La Cinese di Maputo è il suo primo romanzo. L’Autore vi tesse un intreccio tra eventi autobiografici e di fantasia, legati in particolare alla sua visione pessimistica sulla natura dell’uomo e della sua ‘dipendenza’ da un Dio che gli appare indifferente alla sofferenza umana. “Tra i Dieci Comandamenti, si è dimenticato di vietare la guerra...”. Trova nella visione orientale unitaria e non antropocentrica una possibile, anche se difficile, risposta all’esigenza di pace e solidarietà che permea le pagine del romanzo.

Mozambico

"Ma non potevo fermarmi..., a capire quanto in fondo già amavo quei bambini e quelle madri pazienti e fiduciose che ti dicevano l’essenziale e tralasciavano il loro dolore..."
"Nel contatto con la sofferenza ero uscito da un lungo torpore per iniziare di nuovo la ricerca."
"Mi ero concesso anche l’ultimo incontro con la coraggiosa rassegnazione delle madri e la fulgida luce degli occhi dei bambini, centinaia di fari ad illuminare l’oscurità del mondo e a indicare la strada."

Israele

"Su un muro che fiancheggiava un’angusta stradina vidi una scritta blu a grandi lettere: Israeliani e palestinesi sono rami dello stesso albero. Si nutrano della stessa terra. Vivano da fratelli, in pace." “Israele era nata dalle montagne di cenere dei forni crematori. Il pensiero di quella mostruosità mi era intollerabile. Come potevo vivere e coltivare i sogni di un bambino senza cullarmi in un’idea guaritrice, magari una fissazione? Allora io me n'ero costruita una bellissima: che lo stato ebraico divenisse un faro di saggezza per l’umanità intera, l’alfiere della convivenza, della solidarietà e della pace fra gli uomini.”

Oriente

“Ariel, ti sei mai chiesto perché l’uomo è attratto dalla guerra come le mosche dagli escrementi?” “Secondo me il bisogno di guerra nasce dalla paura. Non degli altri, ma di noi stessi. Voglio dire che la guerra è violenza e la violenza pesca nelle fratture irrisolte della nostra mente. Basta che gli occhi si guardino allo specchio: non vi trovano mica la pace. Ti pare?...” “Vedi Ariel, tutto è sacro dentro e fuori di noi. Il senso sacrale della vita... ecco quello a cui aspiro. Non la sacralità dei dogmi, culti e cerimonie...”

   Il romanzo è stato pubblicato dalla casa editrice Tresogni(Ferrara)
   nel novembre 2014. I ristampa: Ottobre 2015; II ristampa: Ottobre 2016

 

VIAGGIO
60% Complete
RICERCA INTERIORE
70% Complete
INTRECCI SENTIMENTALI
80% Complete
SAGGEZZA ORIENTALE
100% Complete

I PERSONAGGI




NOVITA' - ACQUISTO

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IL ROMANZO E' ALLA SUA II RISTAMPA (OTTOBRE 2016)

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NB: Di fronte a un rifiuto di ordinazione, far presente che il romanzo è distribuito da DirectBook con la collaborazione di Fastbook.







Testimonianze



Serenella Simcic - Trieste 31/12/2016
Grazie per averci resi partecipi in questo suo libro alle emozioni, ai dubbi, alle delusioni, alla ricerca interiore di pace e amore del suo dott. Ariel. Il medico era partito per aiutare i bambini ma in realtà sono stati loro che hanno aiutato lui a ritrovarsi, a riconciliarsi con il mondo, a ridimensionare la sua collera verso un Dio assente e disinteressato alle sorti del mondo, un Dio nel quale non crede e ritiene ingiusto.. Giunto in Africa, Ariel teme in un primo momento addirittura di essere inadeguato al nuovo lavoro e timoroso va incontro ala nuova vita. Ma questo mondo lo assorbe, lo ingloba, lo incanta, resta ammirato dal dolore composto e fiero di chi ha solo un grande amore per la propria terra e per i propri figli, riconosce che la vera ricchezza è nei cuori e nell'orgoglio di quel popolo troppo povero. I colori e il profumo dell'Africa si immaginano e si percepiscono, il lettore viene reso partecipe delle emozioni. Il romanzo è un viaggio alla ricerca di pace, alla ricerca di amore, alla ricerca del paese natio. La sua terra d'origine lo delude, ferito e disilluso si rende conto di aver idealizzato una terra un popolo che non riconosce più quando vi si reca in viaggio, appartiene ai sui sogni di bambino. Tutto Il viaggio di Ariel si compie con fatica, andando incontro a delusioni, alla ricerca soprattutto di se stesso e dell'amore che non sa riconoscere mai al momento opportuno, perchè in cuor suo lo teme e il rimpianto lo assale solo quando realizza di averlo perso. E' un uomo tormentato dai fantasmi del suo passato... Cerca la pace, un mondo migliore... Le sue riflessioni e la sua ricerca della pace interiore lo portano lontano, alla ricerca dell'amore perduto. Il ritmo del romanzo accelera, condivide l'ansia di Ariel di ritrovare la sua amata...


Francesca Urbino - Trieste 29/12/2016
Un viaggio affascinante, ricco di emozioni e molto scorrevole.


Betty Madonia - Trieste 17/12/2016
Bellissimo! Letto in una notte. Buon Natale Dott. Levi e grazie di tutto


Diana Bressan - Novara? 08/10/2016
A distanza di un anno e più dal mio "mi piace ", che era di stima nei suoi confronti per aver realizzato il sogno di pubblicare il libro, posso dirle che l'ho comprato, l'ho letto, lo consiglio e consiglierò. Spero nel frattempo lei si sia messo all'opera per "la storia continua", perché quel "io da dove comincio" prelude a un altro bel viaggio!! Complimenti! E' stata una piacevole lettura finita troppo presto!!


Cristiana Carini - Siena 04/10/2016
Un libro che mi ha coinvolto non solo per la conoscenza dell'autore, collega neonatologo con cui ho avuto la fortuna di lavorare, meglio imparare. Non solo perché sono perfettamente a conoscenza del periodo della cooperazione. Ma soprattutto perché ho scoperto il lato che difficilmente si finisce per conoscere magari vedendosi ogni giorno. E'un romanzo che parla di amore. Amore mai banale, che si articola tra passione per i bambini, che abbiamo condiviso, ma soprattutto per chi, come lui, era alla ricerca di una dimensione diversa, capace di unire amore e delusione per un mondo che lo aveva turbato come l'amore per la sua terra natia. Ricerca di una via,che con le sue scelte non ha mai smesso di perseguire. Grazie Nathan.


Luca Rumiz - Trieste 12/12/2015
L'ho letto il 30 dicembre 2014, mentre viaggiavo in treno verso Milano, andando a riprendere il mio piccolo dopo un mese di grandi sofferenze. L'ho finito quella sera, mentre ormai attendevamo tutti di rientrare a Trieste. E', quindi, stata una doppia gioia poter leggere un così bel romanzo mentre si diradavano le mie preoccupazioni. Mi è restato nel cuore e mi chiedo se non ci sia in ballo un "sequel", un qualcosa che inizi con "Molti anni dopo...". Però anche mi ricordo che annunciasti nella tua conferenza la preparazione di un thriller o qualcosa di simile...non lasciare che la Cinese invecchi troppo... Comunque, cari lettori, è un racconto che si legge tutto d'un fiato, e ve lo dice uno che normalmente è piuttosto pigro nella lettura. E poi, neanche troppo tra le righe, si scopre l'umanità dell'autore, anche nelle parti più romanzate di questa sorta di diario personale. Trasmette proprio una bella sensazione che resta impressa anche dopo molto tempo, come dimostra questo mio breve scritto


Giorgio Rosso Cicogna - Trieste 17/08/2015
Giorgio, mio marito, mi ha gentilmente pregato di “pubblicare” queste poche righe di apprezzamento su “la Cinese di Maputo”, augurandosi che possa incontrare molti nuovi lettori. "Costretto a casa da una fastidiosa bronchite, ho trascorso un ferragosto canicolare, per quanto mitigato dall’aria condizionata, leggendo « La Cinese di Maputo », opera prima del mio concittadino Nathan Levi, una mia recente conoscenza con cui condivido evidenti affinità che mi sembrano destinate a svilupparsi in amicizia. Il romanzo prende avvio da alcune dichiarate reminiscenze biografiche, per intrecciare delle verosimili storie di fantasie oniriche, per lo più dedicate al rapporto con le donne. Tre donne che rappresentano aspetti universali della femminilità riportati alla quotidianità di un’esperienza mai banale. Ma in realtà il romanzo, scritto con una proprietà di linguaggio ineccepibile e che si legge volentieri di getto, offre all’autore il pretesto per comunicarci solo casualmente – almeno in apparenza- alcuni pensieri profondi e convinzioni della sua vita quali il suo laicismo, il pacifismo, l’impegno civile e professionale, la ricerca di nuova conoscenza. Nella conclusione del libro troviamo probabilmente la sua vera chiave di lettura : attraverso il filo conduttore degli amori del protagonista, Nathan nasconde in realtà la sua finalità di fondo : la ricerca di se stesso e l’essenza dell’esperienza umana in questa vita terrena, sullo sfondo di un terribile interrogativo. Perché Dio nei Suoi comandamenti non ha proibito la guerra?”


Agata Maria Cinzia Politi - Trieste 29/07/2015
"Finalmente libera da impegni scolastici, in un clima vacanziero e rilassato, ho “divorato” le pagine de La cinese di Maputo in soli tre giorni. L’editoria, al giorno d’oggi, pullula di romanzieri improvvisati e di libri che definirei “usa e getta”, così come vuole la nostra società dei consumi, mentre raccontare è un’arte tra le più antiche e affascinanti , un’impresa che necessita di coraggio, di sicura conoscenza di strumenti narrativi e soprattutto di cuore. Tutti possiamo infilare una parola dietro all’altra, come perline in una collana, per esprimere le nostre personali vicende, dando libero sfogo alle emozioni, solo pochi, invece, riescono a scrivere storie che abbiano il sapore intenso e speciale di ogni uomo.
La sua è, inoltre, una storia che ha un’identità letteraria raggiunta attraverso la sapiente mescolanza di fantasia ed esperienza vissuta. È un viaggio nel mondo dei sentimenti di oggi e di ieri, un quadro talmente variegato che è difficile che il lettore non vi si ritrovi. Eviterò di elogiare la trama, i personaggi, lo stile, l’hanno già fatto mirabili e più autorevoli recensioni che ho letto sul sito e su fb. Mi preme, tuttavia, sottolineare come nel romanzo, a partire dalle prime righe fino ad arrivare all’ intelligente finale aperto, non si può non provare sulla pelle il significato letterale di sympatheia, come condivisione profonda di emozioni".


Maria Gangi - Bologna 17/07/2015
"Ho appena finito di legge "la cinese di Maputo". Semplicemente avvincente....il finale stupendo, ti induce a guardarti dentro!".


Doralice De Nobili - Chieti 06/07/2015
" E io, da dove comincio, signor Wang? ". Con questa domanda termina il racconto di Nathan Levi. Con un viaggio era iniziato e con un altro si conclude il romanzo.
Il viaggio è l' eterna metafora della vita e della ricerca interiore. Ricerca che avviene attraverso tre donne: Mara, rannicchiata nella fortezza evanescente della propria fantasia, Raya, serena e fiduciosa nella rinascita del suo popolo, Suyen alla ricerca della pace ultima della mente.
Le figure femminili sono scandagliate in profondità. Invece il protagonista, Ariel, alter ego dell' autore, emerge lentamente nel dispiegarsi del racconto con i suoi dubbi e le sue fragilità.
I temi del romanzo classico ci sono tutti, ne La cinese di Maputo.
Un ruolo importante è rivestito dai paesaggi che sono lo specchio dell' anima e dei pensieri più reconditi di Ariel. Leggendo La cinese di Maputo, ognuno di noi può ripercorrere la propria storia, ed il proprio viaggio, attraversando quelli dell' autore che ci accompagna, seppur in penombra, con le sue incertezze ed i suoi innumerevoli perché.
Bravo Nathan Levi! Aspetto il tuo secondo romanzo...


Cristina Serra - Trieste 29/06/2015
"Finito oggi. Delicato come una pergamena strappata al tempo. Ma intenso e pieno di struggenti passioni e umana umanità. Bravo Nathan Levi !! Grazie".


Stefania Enna - Monfalcone 06/06/2015
Ariel sembra estraneo alla sua vita, come se narrasse di un altro. Ogni volta che il vivere gli propone una scelta, subito se ne affaccia un'altra che interrompe lo scorrere vitale precedente, lasciando porte aperte che creano corrente... Il tentennamento davanti alla scelta allontana le occasioni e Ariel ne prende coscienza sempre dopo....Il vissuto è così intenso e spaventevole che offusca i piani futuri... Ariel lascia, incontra, rincorre, sfugge... sentimenti che lo sfiorano eppure così potenti da lasciarlo profondamente segnato... L'epilogo, del tratto di storia che narra, è l'ennesima porta dalla quale chiede aiuto ( e io da dove comincio sig Wang ) continuando a subire l'altrui fascino e non chiedendo a se stesso... Ariel se non si sente amato non esiste...solo respira nel richiamo dell'altrove dell'altrui... Un uomo antico ( il sig. Wang ) chiude per lui l'ultima porta consegnandogli se stesso... La scrittura di questo romanzo è molto accurata, bella, specie nei tratti descrittivi del sentimento femminile... Nathan Levi ama le donne ed i loro misteri... Bello... l'ho letto più volte.... suppongo ci sarà un seguito... ATTENDO....GRAZIE...


Maria Irene Cimmino - Trieste 22/05/2015
"Scrittura piena e fiorita, ricca di suggestioni che si fanno sinestetiche quando il racconto si trasferisce in terra d’Africa dove il protagonista, Ariel, si reca per lavorare nel reparto pediatrico di un ospedale del Mozambico. Profumi suoni voci e colori si mescolano e per il lettore l’immersione in questo mondo lontano è totale: assieme alla presa di coscienza di una società dove poco è risparmiato agli uomini che ne fanno parte. Si vive tutto intensamente, il dolore, la sofferenza, la miseria ma anche la speranza e il sentimento del dono. Accanto alla sua professione, il protagonista vive un’esperienza amorosa che definire con il termine travolgente è senz’altro riduttivo. Reduce da un lungo legame affettivo mai del tutto concluso, Ariel conosce in Mozambico una donna misteriosa e affascinante che lo condurrà ad un percorso tanto importante per la sua vita quanto l’esperienza di medico fra gli ultimi. E alla fine di un lungo viaggio che poi altro non è che un lungo cammino interiore troverà quanto cercato. Un romanzo che corre su un doppio binario, con due valenze apparentemente contrapposte: il percorso lavorativo e quello amoroso e personale che si intrecciano, si allontanano si riavvicinano in un gioco complesso e affascinante. Un’ottima prova d’autore questa di Nathan Levi alla sua prima uscita letteraria e, come lettrice, attendo le prossime fatiche".


Cicci Legrenzi - Bergamo 17/05/2015
"Sto leggendo il tuo romanzo, sono arrivata alla pag.180. Per il momento mi fermo a " meditare " prima di conoscere il finale. Uno dei temi che viene affrontato è la ricerca quasi spasmodica di Nathan-Ariel dell'unità, quell'unità che il peregrinare fra luoghi veri o mentali ha impedito di realizzare. E' il destino delle persone che vengono private di un baricentro. L' altro tema ,ma in fondo confluiscono, è quello del rapporto amoroso inteso come mezzo per riflettere se stessi e non come fine per costruire un unione di vite. Ariel non progetta, ma rinuncia anche ai progetti altrui. In fondo questa dimensione sospesa non gli dispiace. Ho apprezzato molto la tua scrittura e l'attenta analisi dei personaggi. Al gran finale, spero di leggerti ancora".


Luisa Bonetta - Mantova 16/05/2015
"Nel libro la cinese di Maputo la cosa che ho trovato più affascinante e intrigante sono le donne. Tutte. Ognuna con il suo carattere, il suo credo, le sue ispirazioni... Insomma donne vere e coraggiose, innamorate o spaventate dall' amore... Sono insieme quello che ogni donna vorrebbe essere".


Tina Valente - Caorle 26/04/2015
"Ho letto il suo libro. Bello! Scritto bene. Leggendo sembrava di essere lì... sembrava di vedere un film. Grazie! Al prossimo libro!!!".


Flavia Sanpietro - Trieste 26/04/2015
"Ho letto il suo libro e l'ho finito circa dieci giorni fa. Penso di rileggerlo fra un po' perché in genere i libri che mi piacciono dopo un po' li rileggo con più attenzione in quanto non ho fretta di finire. Mi è piaciuto ed ho trovato i personaggi particolarmente interessanti; bellissimo l'universo femminile con i personaggi di Mara e Suyen. Mara sembra una donna apparentemente disinibita e libera ma in fondo ha sempre bisogno di un uomo a cui appoggiarsi mentre veramente libera è Suyen che per dare un senso alla sua vita è disposta a rimanere sola. Scriverà ancora? Spero di sì".


Nadia Macchia - Milano 02/04/2015
“Bellissimo libro, straordinario. Mi è piaciuto dall’inizio alla fine. La figura di Ariel che appassiona, ci guida attraverso i suoi occhi e descrive in dettaglio i luoghi, le città coi suoi profumi, i bambini e le loro madri sofferenti nel vedere i loro figli soffrire, l'amore per Mara e Suyen. Il libro descrive un suo viaggio interiore tra amori passati e presenti. La sua infanzia natia in Israele. Mi è piaciuta la frase: ‘Tra i Dieci Comandamenti, Dio si è dimenticato di vietare la guerra’. Un’altra frase che mi ha colpito: ‘Che l'indifferenza verso gli animali serviti sul piatto derivi dalla curiosa convinzione che Dio abbia creato il mondo a beneficio esclusivo dell'uomo? Mi immaginai una delegazione di mucche e di maiali chiedere una moratoria della loro condanna a morte’. Grazie all’autore per avermi regalato il piacere di leggere questo meraviglioso libro, vero, sofferto, pieno di umanità”.


Fabio Riva - Trieste 30/03/2015
"Leggo poca narrativa (preferisco sempre anarchiche incursioni nella saggistica), e mai mi sarei procurato il romanzo di un autore che non conosco, se non fosse stato per la curiosità di leggere un libro la cui bella copertina è stata realizzata da un'amica, Manuela Damiani, il cui unico difetto - glielo avevo detto decenni fa e scommetto non sia granché cambiata - è essersi sempre sottovalutata. L'umiltà non rende un buon servizio quando mette un coperchio su un dono di creatività artistica che ribolle e vuole traboccare arricchendo intorno a sè. E dopo questa bacchettata, che spero produca incoraggiamento e non tristezza nell'illustratrice, voglio complimentarmi con l'autore del racconto, Nathan Levi, perché la storia mi ha sedotto, facendomi provare l'unico dispiacere di essere arrivato troppo presto alla fine delle circa duecento pagine. E' una di quelle storie che piacciono a me, fatte non tanto di azioni e vicende esterne, quanto piuttosto di accadimenti interiori: pensieri, emozioni, sentimenti. Non voglio fornire tracce e anticipazioni di uno sviluppo narrativo che è giusto il lettore affronti col gusto dell'attesa e della sorpresa. Il risvolto di copertina, che riporto alla fine, dovrebbe bastare a suscitare interesse nel potenziale lettore. Annoto solo che Levi è riuscito, con stile sciolto e gradevolissimo - eppure è il suo primo romanzo - a ricostruire il vissuto interiore di un uomo, diviso tra ricerca di stabilità e passione, che si trova davanti a importanti svolte sentimentali, e deve prendere difficili decisioni da cui sa potrà dipendere tutta la sua felicità futura. E ho trovato anche molto ben descritte le protagoniste femminili del romanzo, donne diversissime tra loro ma tutte dotate di forte personalità. E ora chiedo trepidante a Nathan: quando il prossimo racconto?"


Aurelia Tubaro - Trieste 27/03/2015
"Proprio bello questo libro dalle varie sfaccettature, che ti fa vivere in molti ambienti, in varie situazioni.... Con dolcezza, dignità, curiosità, passione! Quando l'ho finito... avrei voluto cominciare il secondo volume".


Giulia Birri - Trieste 23/03/2015
"Complimenti vivissimi per il libro, non mi dilungherò troppo perché non voglio svuotarmi delle belle sensazioni che mi ha lasciato… Poche volte mi è successa una cosa simile, e lavoro in libreria quindi può immaginare quanti libri leggo... La ringrazio con tutto il cuore per averci donato questa meraviglia, perla rara della letteratura odierna. Grazie, grazie infinite".


Camilla Guatelli - Malnate (Varese) 16/03/2015
“Ho finito di leggere e le dirò che mi dispiaceva.... di aver finito. Tanto ero immersa che non mi sono neppure accorta. Bello molto scorrevole e coinvolgente. Ho meditato a quante cose non pensiamo presi dai nostri problemi anche mini. Grazie di avercelo ricordato. Molto toccante. Vorrei che continuasse questo racconto e immergermi ancora in quel mondo che mi ha commosso e fatto riflettere. Grazie di cuore”.


Milena da Ronch - Trieste 15/03/2015
“Mi sono immersa in questa entusiasmante lettura che mi ha coinvolto e mi ha offerto molte occasioni per riflettere... Ho aspettato a condividere il mio pensiero, ho voluto lasciare che le parole e le sensazioni provate facessero il loro corso interiore... Ho seguito l'invito a "meditare"... Ho meditato, a modo mio, certo, senza la presunzione di saperlo fare e mi sento arricchita ancora di più di valori, argomenti, obiettivi... Nelle parole del libro ho sentito la sincerità, l'umanità e l'emozione per valori che la nostra società ha perso o non ha mai avuto... Ringrazio l'autore per aver risvegliato queste sensazioni e per avermi dato l'opportunità di scoprirne di nuove”.


Mariuccia Gentili - Trieste 7/03/2015
"È arrivato il libro, l'ho letto, mi è piaciuto. Scrittura fluida, piacevolissima. Una frase mi ha toccato profondamente: "Le madri...ti dicevano l'essenziale e tralasciavano il loro dolore perché non l'avresti capito e non c'era tempo per il superfluo". Questo pensiero l'ho fatto mio. Grazie. A volte, il personale e il romanzesco si intersecavano e non mi riusciva di distinguerli. Ma che importanza ha? Faccio mia anche l'ultima frase del libro... (cancellata per non scoprire il finale - NdR). Siamo tutti in cammino, ma il percorso non e' lineare: io lo vedo piuttosto come una spirale che ci fa alle volte pensare di trovarci sempre allo stesso punto, anche se in realtà abbiamo raggiunto un livello diverso. Grazie per altri spunti che mi hanno fatto riflettere".


Paola Marinari - Moneglia (GE) 27/02/2015
"Molto bello, coinvolgente e concreto!
Ho respirato l'aria e percepito i colori, i profumi e i rumori dell'Africa . I volti, i sorrisi, gli occhi dei bambini sono quelli che ho impressi nella memoria e di cui sento tanta nostalgia . Il mal d'Africa si esprime in una miriade di sensazioni, emozioni e pulsioni, e mi domando se si tratta di un sintomo o di una cura. Io propendo per la Cura. Un rimedio al vuoto e alla solitudine interiori, alla superficialità dei rapporti che la vita 'civilizzata' ci impone, un tentativo di esprimersi e cercare gratificazione in una natura selvaggia che toglie il respiro e nella spontaneità delle persone che vivono con dignità le loro difficoltà quotidiane e la loro sofferenza. Rapporti veri e sentimenti primordiali, che spesso nel nostro 'mondo dello spreco', frettoloso e materialista, scompaiono. La voglia di sentirsi utili, una forma di egoismo. Una scuola di vita che in tanti dovrebbero frequentare, anche per poco, per tornare ad apprezzare le cose semplici, la natura, i bisogni interiori, senza dare per scontato neppure un attimo della propria esistenza.
Una cosa mi ha turbata: riconoscermi in fatti, sensazioni, valutazioni che mi ritraggono. È la seconda volta che mi ritrovo delineata in un libro, scritto da persone che non conosco. Pur essendo consapevole di essere una strega, con una personalità poliedrica e complessa, rimango sempre sorpresa, perché né io né le mie vite, interiore ed esteriore, reale e ideale, siamo cosi banali e di facile riscontro nelle realtà altrui. Strani segnali che non so se leggere come premonizioni o suggerimenti, ma che mi tengono impegnata a pensare, cercare, capire.
Seguendo i segnali che il mondo intorno a noi ci invia, è impossibile annoiarsi, ma si finisce per essere sempre indaffarati alla ricerca di qualcosa: equilibrio, appagamento, felicità, benessere interiore.... Scrivere un libro è un percorso, uno dei modi migliori per farsi un'auto analisi, tirare fuori cose nascoste o sapientemente dimenticate, ma è anche un mezzo per rendere immortale il suo autore, le sue passioni, i suoi sentimenti, ed è espressione del coraggio di condividerli con gli altri e magari scoprire di non essere soli".


Federica Macrì - Trieste 25/02/2015
“Finalmente l’ho finito e posso dire che è veramente splendido. Sarà che ho sempre voluto bene al mio pediatra, ma davvero mi è piaciuto tanto! Il libro è molto scorrevole e si ‘divora’ in pochi giorni perché, almeno per me, prende subito! Ho trovato in tutto il libro l’incoraggiamento a non arrendersi mai davanti alle difficoltà. Le descrizioni, le emozioni traspaiono tutte quante... Soprattutto l'ultima parte l’ho letta con il cuore in gola! Grazie!”


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Maira Gandusio - Trieste 21/02/2015
"Il libro l'ho letto due volte. La prima il giorno stesso della presentazione.... ero troppo curiosa... volevo vedere, trovare il mio pediatra tra le pagine.... e l'ho trovato! La seconda volta mi sono gustata tutte le sfumature delle emozioni che questo libro racconta, prendendoti per mano e portandoti lontano. Non sono sicuramente brava a scrivere recensioni ma so che quando un libro ti cattura e ti porta in mondi lontani, facendoti sentire il caldo del sole, facendoti immaginare i profumi dei posti, facendoti sentire le emozioni dei protagonisti è un libro che terrai sempre con te, di quelli che non darai mai via e che regalerai a chi vuoi bene. Grazie Nathan Levi. Aspetto il secondo".


Melania Marchese - Catania 03/02/2015
"Il finale del suo libro apre le porte oltre alla curiosità, alle domande che la misteriosa e affascinante vita ci pone trovandone risposta solo dopo le nostre esperienze e solo dopo i viaggi interiori della nostra anima così come lo fanno i libri che scegliamo di leggere... Ho deciso di iniziare e finire il suo libro perché la strada che mi ha condotto ad esso si chiama "LA MIA AFRICA", strada lunga e piena di significato poiché attraverso i miei bambini africani, attraverso i miei amici immigrati sbarcati in Sicilia, attraverso le loro storie, la loro cultura, la loro sensibilità , il loro colore, il loro odore, il loro amore capisco quale significato abbia preso la mia vita e quali progetti futuri ne verranno nel mio viaggio... Caro dottore, e' chiaro che tra me e lei c'è di mezzo L'Africa ma tra l'Africa e noi scorre un amore incondizionato per la cura delle nostre anime. Trovo il suo libro semplice ma ricco d'amore, l'amore smisurato per il suo lavoro, l'amore per i bambini, l'amore per l'Africa nera, terra di speranza e vita vera, l'amore per una donna non italiana e lo sottolineo poiché al giorno d'oggi c'è chi crede fortemente che sia impossibile rispettare chi non appartiene alla nostra cultura usando fortemente pregiudizi senza conoscere le storie di altri popoli, vedendone invece solo il pericolo... I messaggi che il suo libro contiene sono molteplici e lo consiglio a chi ha voglia di scoprire le esperienze d un uomo nato a Tel Aviv e diventato amico del mondo. Grido all'unica razza di questo pianeta e mi riferisco a quella umana di vedere che il mondo appartiene ad ogni uomo e che tutti meritano rispetto e speranza nella propria vita".


Mariella Amaranto - Trieste 29/01/2015
"Ho appena terminato il suo romanzo che ho trovato molto bello. Ho potuto percepire chiaramente tutte le diverse situazioni con emozione; dai tanti bambini bisognosi di cure al desiderio di rivedere la sua casa natia che sembra incredibilmente piccola fino all'epilogo finale dell'ultimo amore.... Veramente bello! Le auguro che 'La cinese di Maputo' abbia tutto il successo che merita".


Carla Pierangelini - Trieste 28/01/2015
"E bravo il dott. Levi, che mi ha fatto perdere il senso della realtà immersa nella lettura di questo bel romanzo dove tra le altre cose parla di una cosa a me molto cara, la cosiddetta "sacralità laica", immanente, centrata sui concetti di unità nel cambiamento. Nessuno che dall'alto ci controlli, dispensi e consoli, punisca e perdoni (cito dal testo), quindi nessuna delega e deresponsabilizzazione... la ricerca della pace interiore e una serena e profonda accettazione della condizione umana, come premessa per realizzare la pace tra gli uomini, una bella sfida ma non vi sono vere alternative. Condivido, approvo, sono con Lei!!! Grazie per questa bella condivisione e ancora complimenti!"


Paola Porta - Trieste 22/01/2015
"Ho letto il libro, bello! Belli gli scenari del viaggio, in Africa, occidente, Israele e... Ariel coinvolge nella sua ricerca di un "sé" attraverso le figure femminili del romanzo, ispiratrici, madri, o "senza nome", colte nell'immediatezza del loro "essere". o almeno, così mi è sembrato".


Katia Lombardi - Trieste 16/01/2015
KATIA LOMBARDI di Trieste"Veramente bello il tuo libro, l'ho letto, ho avvisato le mie amiche di comprarlo perché merita veramente, mi sono molto commossa nel leggerlo, sai quando si passano alcune cose che ti fanno riflettere, e vedi le cose con occhi diversi... Grazie per tutto questo".


Elisabetta de Marco - Trieste 14/01/2015

"Ho letto con grande curiosità il suo libro e la cosa che mi è dispiaciuta di più è che sia già finito. Scritto benissimo, descrizioni e paragoni che mi hanno fatta sentire partecipe alla storia, mi sembrava di risentire gli odori dell'Africa e di rivederne i colori. E' stato un romanzo che mi ha coinvolta dalla prima pagina all'ultima e il finale mi fa sperare che la storia possa proseguire. Abbiamo purtroppo perso un bravissimo pediatra ma abbiamo guadagnato un grande Autore".


Adriana Indovino - Ferrara 12/01/2015

"Dottor Levi, grazie per le molte emozioni che ha suscitato in me il suo romanzo. Fluido, fotografico, intrigante, provocatorio e accusatorio, drammatico e liberatorio. Un pugno allo stomaco con lacrime..., interesse per quel che prova un uomo verso "la donna". Come mi è piaciuto rivedermi quando, ritornando dopo molti anni alla casa dove ho passato adolescenza e giovinezza, vedendo il cambiamento già dell'ambiente circostante non rimasi più di un minuto, come Ariel voleva fare a Gerusalemme. Il finale..."


Graziano Valeri - Senigallia 02/01/2015

"Grazie Dott. Levi. Ho letto il suo splendido libro che mi è stato regalato da un’amica comune. Il suo romanzo mi ha letteralmente rapito. Molto belle le varie ambientazioni, ma le figure femminili della sua storia sono incredibilmente affascinanti. Mi sono profondamente emozionato e talvolta rivisto nelle scelte sempre troppo dettate dal raziocinio. Grazie di nuovo a lei e a Denise che mi ha permesso di leggere questo magnifico romanzo".


Alessandra Filippi - Trieste 29/12/2014

"Mi sono avvicinata con affetto, ma anche con "imparzialità", alla lettura del libro; a mano a mano, la figura del protagonista perdeva le sembianze di Nathan (inevitabile associazione iniziale) per prendere quelle di Ariel, e trasportarmi con avidità nel suo mondo, nella sua ricerca dell'amore, l'amore per il suo lavoro, l'amore per le sue origini, l'amore per una donna ... la ricerca dell'amore, che porta infine alla ricerca di se stesso: una fine, che rappresenta un nuovo inizio... Io lo vedo così e mi è piaciuto tantissimo".


Graziella Faiman - Trieste 17/12/2014

"Buongiorno dott.Levi, volevo dirle che ho comperato il libro da lei suggeritomi “La cinese di Maputo” ed è stato stupendo, una storia affascinante anche dell’AFRICA che è un continente meraviglioso che mi è rimasto nel cuore; è vero, esiste il mal d’africa! Beato lei che ha fatto un’esperienza come medico, deve essere molto bella e particolare. La ringrazio ancora del libro e le auguro Buone Feste".


Carla Corbatto - Trieste 17/12/2014

"È un libro bellissimo che consiglio a tutti di leggere, scritto con bravura ed è molto scorrevole. Un libro che, quando hai finito di leggere, ti lascia qualcosa dentro!"


Mara Pirani - Rho (Milano) 16/12/2014

"Ho appena finito di leggere il libro! Bello, conciso. Nathan ha reso in poche pagine quello che scrittori "commerciali" avrebbero reso in mille pagine. Un libro che offre lo spunto per riflettere, discutere; confrontandoci con le varie realtá sociali in Africa, in Cina, in Israele. Realtà che viene percepita in tutte le sue sfumature: guerra, miseria, malattia, sofferenza, ingiustizia. Senza mai annoiare, perchè al centro c'é l'Amore, quello con la "A" maiuscola. Amore per una donna, si, ma anche amore per la vita, per gli ultimi. Amore per la Veritá, per la Pace. Infine Israele, il Paese dove anch'io sono nata e che ho visitato pochi anni fa che sono giá troppi. Ma grazie al nostro amico Nathan, e alla sua autobiografia, ci sono tornata. Ho percorso con lui strade che già conoscevo e provato nuove emozioni, vecchi ricordi: suono di sirene, frastuono di bombardamenti, corse nei rifugi e...il profumo della pitta con fallafel. Grazie Nathan. Il nostro Paese, dove in realtá non si sa chi siano gli oppressi e chi gli oppressori, perché da una parte c'é chi ha diritto di essere tornato a Casa sua: Le shannà abbá Birushim, l'anno prossimo a Gerusalemme, ripetiamo da più di duemila anni e dall'altra chi vuole semplicemente cancellarci o rimandarci in quei paesi dai quali furono cacciati i nostri genitori. Il "commento" rischia di essere più lungo del romanzo, ma le riflessioni che offre sono molte. Concludo perció, per completare il pensiero del mio amico, citando una lezione del Mahatma Gandhi: "se tutti lavorassero per il proprio pane e niente più, ci sarebbero abbastanza cibo e tempo libero per tutti".


Giuliana Masci - Trieste 10/12/2014

"E' un gran bel romanzo autobiografico, con vari cambi di scenari, profondo. Una scrittura semplice e raffinata nello stesso momento, ricca, ma non stucchevole! Non sono un critico letterario, ma solo una semplice lettrice che ha goduto della lettura di questo romanzo! Grazie Nathan Levi oltre ad essere un pediatra impagabile e sensibile, hai un grande talento per la scrittura. Parola di lettrice semplice, onnivora, ma esigente! Grazie!"


Fulvia Marchesan - Trieste 08/12/2014

"Un bellissimo romanzo, una lettura piacevole, ricca di descrizioni dove si riescono a cogliere i sentimenti dello scrittore con fluidità ed a parteciparvi. Spunti di riflessione su tematiche cardini della nostra vita. Un'esperienza di vita da invidiare: obiettività e personalità notevoli nell'esprimere i propri pensieri su punti da sempre dibattuti con prepotenza.

Mi auguro che il libro abbia il successo che merita e che venga letto da molte persone, perché credo possa stimolare la sensibilità in ciascuno di noi".


Emanuele Pirani - Milano 04/12/2014

"Se è vero che Nathan ha avuto bisogno di "Tresogni" per "partorire" un sogno, è pur vero che anche grazie al romanzo del pediatra e all'intuito del giovane editore, la Casa Editrice continuerà a crescere. E questo è già un commento al libro. L'ho comprato online, il sistema più veloce, senza spese di spedizione, solo dieci euro: un piccolo prezzo per un grande arricchimento. Mi è arrivato al momento giusto!: l'ho letto e lo sto rileggendo da un letto d'ospedale (giusto per rimanere in tema...). Mi è sembrato a volte di avere fra le mani " La città della gioia" di Dominique Lapierre dove Max Loeb, giovane medico statunitense, svolge in India, per un anno, la stessa missione che compie Nathan, alias Ariel, in Mozambico e come lui, si accorge che "c'è più amore nel tocco di quella carne marcia che in tutti gli amplessi del mondo". E questo è già un commento al libro. Sono certo che Levi, è stato ispirato per eseguire il suo servizio, con tutto il suo cuore e con tutto il suo spirito, a dimostrare "che l'uomo, questo piccolo essere insignificante, può portare grande gioia al più Grande dei Grandi”. Il mio amico, non virtuale (basterebbe un click), ma amico d'infanzia, testimone al mio matrimonio, mi è vicino in questo momento, distraendomi, accompagnandomi per mano nei suoi viaggi, in luoghi a me sconosciuti tra tanta sofferenza "vera", ma anche tanta gioia e mi riporta a Gerusalemme, dove sono nato e dove sono tornato dieci anni fa a cercare anch'io frammenti d'infanzia, schegge di memoria. E tutto questo è già un commento al libro. Lo consiglierò quindi ai miei amici, risarcendo, solo tra loro!, chi non sarà soddisfatto della lettura. Io l'ho trovato un bel lavoro, meditato scritto bene, coerente e, anche se non sempre sono d'accordo con le sue idee, è pur sempre un ottimo strumento di comprensione, di valutazione e di approfondimento. Un testo illuminante, un utile regalo quindi, per Natale o Hanukkà, le feste delle luci, il cui scopo risiede nell'Illuminazione interiore, il passaggio dell’uomo dal buio alla luce, uno degli scopi del libro, appunto. Bravo Nathan e complimenti anche all'editore".


Mariasilvia Robecchi - Zoagli (Genova) 03/12/2014

"Il romanzo trasporta il lettore in un'atmosfera decisamente speciale e per certi versi quasi magica. Il personaggio di Ariel è descritto con notevole acutezza, che conduce e incuriosisce il lettore coinvolgendolo nella sua profonda e difficile ricerca interiore. Tutto ciò traspare nei suoi legami con le figure femminili che hanno comunque una chiave per aprire la sua anima".


Mirca Bertolotti - Roma 22/11/2014

“Il romanzo mi è piaciuto molto. Su Maputo, molto bello l'addio alla città con un affresco di descrizioni di luoghi talmente familiari, che leggendo mi hanno emozionato, piovendomi addosso come un temporale mozambicano.Credo che la parte in Israele sia più simile a un flusso di coscienza intervallato dal personaggio di Mara. In quel capitolo l’autore trasuda emozione e coinvolge fortemente il lettore. Ho visto in Ariel un personaggio che parte come un uomo vulnerabile e solo, pieno di tentennamenti... Ariel trova motivazione dalle situazioni esterne in cui si viene a trovare suo malgrado, lasciandosi guidare in questo viaggio di analisi interiore, il cui gioco è sempre condotto da forti impatti con la realtà e caratterizzato da donne volitive che con il loro modo di rapportarsi a lui, stimolano la sua curiosità e il bisogno di ricerca che appare fondamentale per il cambiamento che sta avvenendo in lui. Il cammino di ricerca di Ariel è ben descritto e certamente avvince il lettore".


Maria Chendi - Ferrara 18/11/2014

"Finito ora..... (censura dell'A. per non svelare il finale)... Alzo gliocchi e mi sembra di vedere il fumo biancastro e profumato delle spezie... Difficile uscire dalle pagine di questo libro, che racconta l'amore, le sorti dei popoli, la ricerca del sacro e del nostro essere. Libro straordinario; mai ho pensato:'Oh, ma questi pensieri sono triti e ritriti, già letti'... Bellissimo!!!"


Lisa Roda - Mantova 16/11/2014

"Il romanzo ti prende ti tocca ci pensi ti immedesimi, ti schieri. E tante situazioni sono forti, importanti".


Maria Rosaria Cavallo Coassin - Trieste 16/11/2014

"Libro avvincente, scritto in un ottimo italiano, scorrevole e coinvolgente. Le figure femminili sono ben delineate e anche le scene d'amore sono raffinate e lasciano spazio alla fantasia del lettore. Interessante la visita in Israele e i ricordi sono intimamente vissuti senza appesantire l'atmosfera. Vedrei questo libro tradotto in film".


Antonio Danise - Firenze 15/11/2014

"Mi trovavo a Trieste nei giorni in cui c’è stata la presentazione del libro. Non conoscevo il dr. Levi… Non ci ho messo molto tempo a leggere il romanzo, ma anche a confermare l’idea originaria che il dottor Levi fosse una persona molto coraggiosa ad esprimere taluni concetti che è difficile sentire nei mezzi di informazione di massa, e in particolare sui giornali ed in televisione... Il riferimento è alle dichiarazioni (per altro da me condivise) fatte in sede di presentazione del libro, ma anche espresse in maniera tanto leggera quanto incisiva nel romanzo, sul problema del medio oriente, e sulla questione israelo-palestinese, e su come sia successo che quelli che per secoli ed anche per millenni sono stati oppressi, possano poi diventare degli oppressori di altri popoli...Mai concetti così veri sono stati espressi in maniera così chiara. E queste riflessioni, a mio giudizio, acquistano una forza ancora maggiore, se si considera che sono pronunciate da un autore di origine ebraiche.
Quanto al romanzo, la definizione di 'Romanzo di viaggio e di ricerca interiore', come si legge nel sito, penso che renda perfettamente l’idea di cosa si trova tra le mani il lettore... con una narrazione che spinge ad andare avanti senza interruzione fino alla fine,… nel tentativo di seguire ed inseguire i personaggi nei continui spostamenti da un punto all’altro del mondo, con cambiamenti repentini dei contesti in cui si svolgono i fatti narrati, con inaspettati colpi di scena che tengono il lettore sempre in attesa di qualche evento, e gestiti molto bene dal punto di vista narrativo.
Libro di viaggio senz’altro, ma anche strumento attraverso cui vengono veicolati messaggi profondi, e in questo caso si tratta di messaggi che chiamano in causa la storia, la politica, la filosofia. Ed il tutto avviene con una semplicità estrema che rende piacevole la lettura e persino la rilettura di gran parte del romanzo. La parte ambientata in Cina mi ha fatto venire in mente alcuni episodi raccontati da Tiziano Terzani… Se La cinese di Maputo diventerà un film, per la parte del Sig. Rosenberg ci vedrei molto bene Woody Allen.
Un plauso anche all’editore Stefano Travasoni, (Tresogni, di Ferrara) che ci ha creduto ed ha investito in questo romanzo. Ce ne vorrebbero di più in Italia come lui.
In definitiva, grazie dottor Levi e restiamo in attesa del prossimo romanzo".


Cinzia Costantini - Roma 11/11/2014

"Anche i libri ci possono far viaggiare e, per giunta, senza muoverci dal divano di casa. Se vi piacciono i romanzi di viaggio e di ricerca interiore, vi consiglio questo bellissimo libro, 'LA CINESE DI MAPUTO', che mi è stato suggerito dalla mia amica di Facebook: Mirca Bertolotti !! Il libro costa 10 euro. Va ordinato in libreria oppure sul sito dell'editore, "tresogni.it" . La nostra amica Mirca garantisce per la qualità della scrittura, la profondità del pensiero e la bellezza del romanzo ! Buona lettura e buon viaggio allora!!"


Cira Fraia - Trieste 10/11/2014

"La cinese di Maputo, con piacere posso dire di leggere un libro che mi ha suscitato curiosità e interesse fin dalla prima pagina. I dettagli, le emozioni e le sensazioni di Ariel ben descritte lasciano spazio all' immaginazione dando l' impressione di essere in quei luoghi".


Francesca Prelazzi - Trieste 9/11/2014

"Mi mancano poche pagine per finirlo (purtroppo!).. molto appassionante.. ho percepito emozioni, colori, profumi. Una staordinaria esperienza...Complimenti!"

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